Il Counseling in età evolutiva

Il Counseling è una relazione di aiuto che offre ascolto e supporto a chi si trova in un momento di difficoltà o disagio. E’ uno spazio protetto in cui intraprendere un percorso di crescita e di consapevolezza. Obiettivo del Counseling è il miglioramento della qualità di vita della persona, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Un itinerario all’interno del quale esplorare le proprie difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi con l’obiettivo di rinforzare le proprie capacità di scelta o di cambiamento. Non è un intervento psicoterapeutico o psicologico e non è finalizzato alla cura di patologie. Non dà consigli né soluzioni, ma aiuta l’individuo – con empatia e rispetto – a trovare le sue personali soluzioni, rendendolo autonomo e libero di essere se stesso.

Obiettivo del Counseling in ambito scolastico è quello di offrire uno spazio di ascolto allo studente che vive situazioni di difficoltà personali, relazionali e scolastiche. I colloqui (di solito una decina in tutto) servono per individuare il problema, sostenere lo studente nella presa di coscienza e ritrovare l’orientamento necessario affinché possa vivere pienamente la sua esperienza umana.

Quali sono i benefici di un percorso di Counseling nell’età evolutiva:

Anche i bambini e i ragazzi, come tutti gli esseri umani, hanno bisogno di sentirsi ascoltati e degni d’amore, attenzione e gentilezza. Hanno bisogno di stabilire connessioni e di potersi confrontare per approfondire i sentimenti che certi eventi o relazioni suscitano in loro. Non sempre questo è possibile con i compagni o in famiglia. Ecco allora che la figura di un Counselor può accompagnarli in un percorso di auto-esplorazione, grazie al quale:

  • imparare a riconoscere le proprie emozioni e dare loro forma e voce;
  • apprendere un linguaggio amorevole attraverso il quale comunicare i propri bisogni e i propri stati emozionali;
  • imparare a gestire i conflitti e sentimenti complessi quali la collera, l’ansia e la solitudine;
  • sviluppare competenze come l’empatia, l’ascolto, l’accettazione di se stessi e degli altri;
  • sperimentare l’autocontrollo, l’entusiasmo e la perseveranza;
  • far crescere le proprie abilità e sviluppare i talenti personali;
  • potenziare l’autostima e incoraggiare il pensiero creativo;
  • instaurare relazioni positive con la famiglia e gli amici;
  • accettare e vivere gli errori e le sfide come esperienze che aiutano ad imparare, evolvere e crescere;
  • scoprire il senso della gratitudine;
  • comprendere la differenza tra “confrontarsi” e “paragonarsi”;
  • “migliorare” piuttosto che “competere”;
  • avvicinarsi al concetto di auto-responsabilizzazione.

Ricordare a un bambino, che ha difficoltà di apprendimento, che un progresso lento è comunque un progresso, lo aiuterà a crescere resistente e fiducioso nella sua capacità trasformativa.

Aiutare un ragazzo a prendersi la responsabilità dei propri pensieri e dei propri sentimenti vuol dire renderlo meno permeabile alle opinioni e alle parole degli altri. Vuol dire dargli le chiavi per essere autentico, autonomo e indipendente.

Come genitori, insegnanti o counselor, non possiamo proteggere i nostri figli dalle difficoltà della vita, ma possiamo fornire loro gli strumenti adeguati affinché possano procedere con consapevolezza e responsabilità e affrontare la vita nel modo migliore per loro.

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